Dalle città coloniali alle meraviglie naturali protette, dai coinvolgenti viaggi culturali ai nuovi collegamenti transatlantici, il Brasile nord-orientale rivela una visione del viaggio più ricca, profonda e contemporanea.
Entrando nel Ambasciata del Brasile a Roma ieri sera, a pochi passi da Piazza Navona, si ha la sensazione di attraversare l'Atlantico ancor prima di salire a bordo di un aereo. La presentazione dedicata a Brasile nord-orientale Non ha il tono di un semplice seminario sul turismo o di una conferenza istituzionale. Piuttosto, si presenta come un invito al viaggio, costruito attraverso storie, immagini, profumi, memoria storica e impressioni sensoriali capaci di trasformare una sala diplomatica romana in una finestra aperta su Recife, Fortaleza, São Luís e Fernando de Noronha.
L'evento, dedicato al tema "Brasile nord-orientale: volare verso l'estate tutto l'anno" L'introduzione è a cura di Raphael Nascimento, Consigliere e Capo dell'Ufficio per la Promozione Commerciale, gli Investimenti e il Turismo dell'Ambasciata del Brasile a Roma, che sottolinea la costante crescita del mercato italiano verso il Brasile e l'importanza dei nuovi collegamenti aerei per rendere il Nordeste sempre più accessibile ai viaggiatori europei. Le sue parole trasmettono chiaramente l'immagine di un Brasile che non vuole essere percepito semplicemente come una meta esotica, ma come un vasto mosaico culturale e territoriale capace di offrire esperienze profonde, sfaccettate e contemporanee.
A rendere la presentazione ancora più coinvolgente è Flaminia Mantegazza, che guida il pubblico attraverso un racconto elegante e profondamente personale delle diverse regioni del Brasile nord-orientale. Il suo intervento alterna con naturalezza spiegazioni storiche e geografiche a ricordi vissuti, incontri, impressioni di viaggio e dettagli quotidiani. Non si tratta della solita presentazione basata su diapositive e statistiche. Ogni destinazione emerge attraverso immagini evocative e frammenti sensoriali: la luce dorata dei tramonti sul Delta del Parnaíba, il vento costante del Ceará, il ritmo delle strade di Recife, i colori dei tessuti artigianali, il suono della musica che riecheggia nelle piazze coloniali.
Per me, che sono già stato in Brasile, ascoltare queste storie significa anche rievocare ricordi personali attraverso immagini e parole. Alcuni luoghi riaffiorano nella mia mente con sorprendente chiarezza: il suono del vento lungo le spiagge del Nordeste, l'umidità dell'aria tropicale, i sapori intensi della cucina locale, la luce riflessa sugli azulejos coloniali. La presentazione non si limita a suscitare il desiderio di scoperta; riattiva quella particolare dimensione emotiva che appartiene ai viaggi realmente vissuti.
Ascoltando la storia del Nordeste, diventa evidente come questa regione rappresenti oggi una nuova immagine del Brasile. Certo, le spiagge esistono, e molte di esse sono straordinarie, ma il mare è solo un elemento all'interno di un ecosistema culturale molto più ampio.
Il Brasile nord-orientale riunisce nove stati — Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte e Sergipe — diffuso su più di 3.000 chilometri di costa atlanticaÈ una regione immensa, complessa e sorprendentemente variegata, dove il viaggio si trasforma continuamente: dalle città coloniali ricoperte di azulejos del Maranhão alle dune di Lençóis Maranhenses, dalle coste ventose del Ceará ai paesaggi semi-aridi del sertão, fino alle tradizioni musicali e culturali del Pernambuco.
Uno dei momenti più affascinanti della serata ruota proprio attorno alla stratificazione culturale del Nordeste. La presenza portoghese, le incursioni olandesi e francesi, il commercio atlantico, le popolazioni indigene e l'eredità africana hanno, nel corso dei secoli, plasmato un'identità unica. Questo incontro di culture è ancora visibile oggi nell'architettura coloniale, nelle arti decorative, nei tessuti, nella produzione iconografica, nella musica e, soprattutto, nella gastronomia.
Il caso del Pernambuco è emblematico. Recife e la regione circostante divennero uno dei principali centri del ciclo dello zucchero tra il XVI e il XVII secolo. La canna da zucchero trasformò il Nordeste in uno dei motori economici del Brasile coloniale, attirando mercanti, investitori e interessi europei. Ancora oggi Recife conserva questa memoria storica attraverso Recife Antigo, Olinda, il frevo, il maracatu e un patrimonio culturale che fonde Europa, Africa e America Latina in modo quasi organico.
Il Ceará, invece, racconta una storia diversa. La regione interna del sertão, segnata da lunghi periodi di siccità e da un ambiente semi-arido, ha sviluppato nel corso dei secoli una cultura legata all'allevamento del bestiame, alla resilienza e all'adattamento climatico. È affascinante osservare come proprio queste condizioni contribuiscano alla formazione di un'identità culturale straordinariamente forte, ancora oggi percepibile nei paesaggi, nella musica, nella cucina e nel carattere della sua gente.
Oggi, tuttavia, il Ceará si presenta anche come una delle principali destinazioni costiere del Brasile. Fortaleza, Praia do Futuro, stabilimenti balneari immersi nella vegetazione tropicale, resort naturalistici, Jericoacoara, Canoa Quebrada e il Geoparco di Araripe creano un'offerta turistica estremamente variegata, dove il mare convive con il kitesurf, la cultura popolare, l'ecoturismo e i paesaggi desertici del sertão.
Nello stato di Maranhão, São Luís appare quasi sospesa tra Europa e Sud America. Gli azulejos che ricoprono le sue facciate coloniali trasformano il centro storico in un museo a cielo aperto. Non lontano, la Serra da Capivara custodisce uno dei patrimoni archeologici più importanti delle Americhe, mentre nel Delta del Parnaíba il tramonto si tinge di un rosso intenso con il volo dei guará vermelhos, gli ibis scarlatti che attraversano le mangrovie, creando una delle immagini naturali più suggestive del Brasile.
Nel Rio Grande do Norte, destinazioni come Pipa offrono una forma di turismo più lenta e incentrata sull'esperienza. Itinerari legati alle ostriche, piccoli villaggi costieri, scogliere, lagune e ritmi rilassati rivelano un Brasile fatto di legami umani, contatto con il territorio e immersione nella vita quotidiana locale.
A completare questo mosaico c'è Fernando de Noronha, un arcipelago vulcanico e parco naturale marino riconosciuto dall'UNESCO, dove la tutela dell'ambiente e la biodiversità trasformano il viaggio in un'esperienza quasi contemplativa.
Mentre la storia del Brasile prende forma attraverso immagini e sensazioni, un altro tema centrale della serata emerge con forza: connettività aereaÈ qui che entra in scena Fabrizio Di Diego, illustrando il rafforzamento delle rotte iberiche verso il Brasile, in particolare Recife e Fortaleza.
Il suo discorso va ben oltre gli aspetti tecnici o commerciali. La descrizione della Business Class di Iberia assume una dimensione quasi sinestetica. Mentre parla delle cabine, si ha la sensazione di essere già a bordo durante una traversata transoceanica Madrid-Recife. I sedili non vengono descritti come semplici sedili d'aereo, ma come spazi abitabili progettati per consentire ai passeggeri di leggere, lavorare, rilassarsi o dormire con lo stesso comfort naturale di sedersi nella propria poltrona preferita di casa.
Il design degli interni, la delicata illuminazione della cabina, l'organizzazione dello spazio personale, la possibilità di reclinare completamente i sedili durante il volo: tutto contribuisce a trasformare il viaggio in un'esperienza di comfort continuo. Particolarmente interessante è la discussione sull'evoluzione tecnologica della compagnia, con gli Airbus A350 e gli Airbus A321XLR progettati per le rotte transoceaniche, dotati di autonomia estesa e configurazioni altamente efficienti.
Di Diego sottolinea inoltre il ruolo strategico dell'hub di Madrid, la cui posizione geografica consente collegamenti estremamente fluidi tra l'Italia e il Sud America. Gli accordi di codeshare con LATAM e numerose compagnie aeree partner estendono ulteriormente le possibilità di viaggio verso molte destinazioni all'interno del Brasile.
Altrettanto interessante è il riferimento ai nuovi strumenti digitali di Iberia, tra cui i sistemi di assistenza basati sull'intelligenza artificiale, progettati per aiutare i passeggeri a pianificare i loro viaggi e a scegliere le opzioni di comfort più adatte. Grande attenzione è dedicata anche all'esperienza aeroportuale, con lounge come la Velázquez Lounge al Terminal 4S di Madrid, concepita quasi come un'estensione del viaggio stesso, che offre aree relax, punti ristoro e ambienti curati nei minimi dettagli per accompagnare i passeggeri prima dei voli a lungo raggio.
Eppure, uno dei momenti più rappresentativi dell'intera serata è anche il più semplice: la preparazione della caipirinha da parte del barista dell'ambasciata. Dietro il bancone, ogni gesto segue un rituale preciso. Il taglio del lime, la preparazione del ghiaccio, l'aroma di agrumi che si diffonde nella stanza, il dosaggio accurato della cachaça: tutto contribuisce a trasformare un cocktail in una piccola narrazione culturale.
In quel momento, diventa evidente come il Brasile riesca a comunicare se stesso non solo attraverso paesaggi grandiosi o campagne promozionali, ma anche attraverso dettagli apparentemente minimi. Ospitalità, convivialità, connessione umana e la capacità di trasformare un incontro professionale in un'esperienza emozionante sono tutti elementi integranti della cultura brasiliana.















