The Japan we know even before leaving is made up of extraordinarily powerful images: Tokyo illuminata di notte, Kyoto and its temples, Osaka, Mount Fuji, cherry blossoms, and shinkansen trains crossing the country like a promise of precision. It is such a powerful imaginary that it almost becomes a mental geography.
Shikoku e Tohoku svelano il Giappone attraverso città samurai, viaggi in treno, sorgenti termali, percorsi di pellegrinaggio e paesaggi culturali che vanno ben oltre le sue destinazioni più famose.
Poi c'è un altro Giappone, meno immediato, che non sostituisce quelle immagini ma le completa. È il Giappone delle città fortificate, delle coste settentrionali, dei pellegrinaggi a piedi, dei treni che diventano parte integrante del viaggio, dei piccoli porti, delle stazioni tra le montagne, degli onsen e di una cultura samurai che sopravvive nella struttura delle città e delle case.
Tohoku e Shikoku appartengono a questa seconda geografia. Entrambe permettono di esplorare il Giappone in profondità, piuttosto che semplicemente in distanza.
Il Giappone, dopotutto, è un paese che si rivela a strati. Alcuni sono immediatamente visibili, mentre altri emergono solo rallentando l'osservazione. Si tratta di una sottile stratificazione, quasi come quella dell'acciaio di una katana, dove pieghe successive costruiscono forza, elasticità e forma. Modernità, rituali, paesaggio, memoria feudale, tecnologia, artigianato e letteratura non appartengono a epoche separate: coesistono nello stesso luogo, spesso a pochi metri di distanza l'uno dall'altro.

Le distanze cambiano quando si sale su un treno giapponese.
Per comprendere il Tohoku, forse bisognerebbe iniziare dalla stazione di Tokyo.
Il treno arriva, si formano file sul binario e, in pochi minuti, la metropoli inizia a scomparire. La velocità dello shinkansen è altissima, ma all'interno viene percepita in modo quasi paradossale: il movimento è continuo, mentre l'ambiente circostante rimane silenzioso, ordinato e regolare.
Il sedile sostiene il corpo con leggerezza, il rumore è basso e costante e il paesaggio scorre fuori dal finestrino senza scossoni. La velocità non si percepisce come accelerazione: si comprende attraverso la rapidità con cui cambiano le immagini.
Tokyo si dissolve in sobborghi, poi in campi, corsi d'acqua, villaggi, pendii e profili montuosi. In inverno, il colore dominante diventa gradualmente il bianco. In primavera, il verde sembra occupare ogni spazio disponibile. La distanza fisica si riduce senza però trasformarsi in fretta.
Questo è uno degli aspetti più caratteristici dei viaggi in treno in Giappone. In poche ore si può attraversare una parte considerevole di Honshu, continuando ad ammirare il paesaggio: pianure, risaie, montagne, piccoli paesi, fiumi e neve.
La linea Tohoku Shinkansen collega Sendai, Morioka, Hachinohe e Shin-Aomori; diramazioni e altre linee conducono a Yamagata, Akita e Kakunodate. Yamagata è raggiungibile da Tokyo in circa due ore e mezza con lo Yamagata Shinkansen; Kakunodate in circa tre ore con l'Akita Shinkansen.
Viaggiare in treno, quindi, modifica quella che potremmo definire distanza mentale. Una città che appare remota smette di sembrarlo quando il viaggio per raggiungerla diventa semplice, agevole e confortevole.
JR East ha trasformato questa esperienza anche in un prodotto turistico attraverso i suoi "Joyful Trains". Il Tohoku Emotion, ad esempio, percorre la costa tra Hachinohe e Kuji come un ristorante su rotaie: una cucina a vista, ingredienti regionali e interni che incorporano materiali e tradizioni artigianali di Fukushima, Aomori, Iwate e Miyagi. Il treno diventa così una forma di interpretazione del territorio.
Non ci si limita ad attraversare il Tohoku. Si comincia a leggerlo attraverso il finestrino.

Il Giappone dei samurai è ancora una geografia reale
Tra le sorprese del Tohoku c'è il fatto che alcune immagini genericamente associate al Giappone feudale qui trovano una collocazione precisa.
Kakunodate, nella prefettura di Akita, conserva un quartiere di residenze samurai risalenti alla struttura della città castello fondata nel XVII secolo. Alcune case sono ancora residenze private, mentre altre sono visitabili. Le ampie strade, le recinzioni scure e gli edifici storici restituiscono la dimensione domestica del mondo samurai, ben diversa dalla monumentalità di un castello.
Qui, la storia assume una consistenza quasi tangibile. Legno annerito, giardini curati ma mai rigidi, ghiaia sotto i gradini, porte scorrevoli, oggetti di uso quotidiano. La figura del samurai perde gradualmente la sua patina cinematografica e riacquista proporzioni umane: qualcuno che viveva in una casa, percorreva quelle strade e apparteneva a un preciso sistema sociale.
Più a sud, Aizu-Wakamatsu custodisce un'altra memoria. Fu una delle ultime roccaforti del mondo Tokugawa durante la guerra Boshin del 1868-1869. Il castello di Tsuruga, le residenze dei samurai e la storia dei giovani guerrieri Byakkotai fanno della città uno dei luoghi in cui la transizione dal Giappone feudale all'era Meiji è direttamente visibile nel paesaggio. L'Ente Nazionale Giapponese per il Turismo (JNTO) propone esplicitamente itinerari dedicati allo "spirito samurai" di Aizu.
La cultura dei samurai, pertanto, non diventa un semplice elemento paesaggistico da aggiungere al viaggio. Essa è inscritta nell'organizzazione delle città, negli edifici e nelle battaglie che ne hanno plasmato la storia.
Shiroishi, nella prefettura di Miyagi, conserva ancora il suo legame con il clan Katakura e offre esperienze legate alle armature dei guerrieri, mentre gli itinerari regionali collegano Aizu, Yonezawa, Shiroishi e Sendai attraverso la storia militare del Tohoku.
È un Giappone che molti viaggiatori hanno probabilmente già immaginato attraverso film, romanzi e immagini, senza sapere esattamente dove trovarlo.

Yamagata: Quando il cinema dà un volto al paesaggio
Il cinema può aiutarci a riconoscerlo.
Partenze di Yōjirō Takita, vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero nel 2009, è stato girato in gran parte nella regione di Shonai, nella prefettura di Yamagata. Le città di Sakata e Tsuruoka, il monte Chokai e gli altri paesaggi della regione diventano molto più di un semplice sfondo nel film. Accompagnano il ritorno del protagonista verso una vita più lenta e ritualizzata, profondamente legata al territorio.
JNTO ha trasformato i luoghi delle riprese in una vera e propria geografia del viaggio, identificando Sakata, Tsuruoka e il monte Chokai tra i luoghi riconoscibili dalla storia.
Yamagata rivela quindi quanto drasticamente il paesaggio giapponese possa cambiare, allontanandosi dalle immagini urbane.
Verso il Mar del Giappone si ergono città portuali come Sakata e Tsuruoka; nell'entroterra, Yamadera si erge ai piedi della montagna, mentre Zao alterna le terme a paesaggi invernali caratterizzati dai suoi famosi mostri di neve. Ginzan Onsen, infine, conserva un tessuto architettonico che ricorda il Giappone dei primi del Novecento.
A Ginzan, soprattutto d'inverno, il paesaggio sembra restringersi attorno al suono dell'acqua. Le facciate in legno delle locande emergono dalla neve, il vapore sale dai canali e dalle terme, e l'aria fredda rende ancora più intensa la sensazione di calore.
Entrare in un onsen significa sperimentare un contrasto quasi immediato: prima il freddo sulla pelle, poi il calore crescente dell'acqua, infine quel momento in cui il corpo sembra perdere peso. Il paesaggio rimane immobile davanti agli occhi mentre la temperatura altera la percezione del tempo. È un'esperienza fisica, ma anche culturale: silenzio, rituale, rispetto per lo spazio condiviso.
Qui il viaggio acquista una densità diversa. Cinema, rituali, natura e vita quotidiana iniziano a sovrapporsi.

Shikoku: Il viaggio torna a essere un sentiero
Se il Tohoku si sviluppa lungo i principali assi ferroviari, Shikoku richiede un ritmo diverso.
La più piccola delle quattro isole principali del Giappone si trova tra il Mare Interno di Seto e l'Oceano Pacifico e conserva una struttura turistica composta da città fortificate, isole, montagne, fiumi e percorsi.
Una delle sue esperienze fondamentali esiste da secoli: il pellegrinaggio degli 88 templi, legato alla figura di Kūkai, Kobo Daishi.
Il percorso attraversa tutte e quattro le prefetture di Shikoku e trasforma il viaggio in una progressione fisica e spirituale. Il pellegrino, l'henro, procede attraverso città e campagne seguendo una geografia religiosa che oggi può essere interpretata anche attraverso il turismo a piedi, il viaggio lento e l'esplorazione personale. JNTO presenta il pellegrinaggio come uno degli elementi distintivi dell'intera isola.
Qui, la strada produce una diversa percezione dello spazio. Il ritmo dei passi, il fruscio degli abiti, il suono intermittente delle campane dei templi e il continuo passaggio tra villaggi, foreste e strade moderne creano una forma di viaggio che non separa mai completamente il presente dal passato.
L'esperienza risulta profondamente contemporanea proprio perché è nata molto prima del turismo moderno: il tempo necessario per attraversare un territorio riacquista valore.

Matsuyama: letteratura, castello e acque termali
A Matsuyama, nella prefettura di Ehime, il Giappone letterario entra direttamente in città.
Natsume Sōseki visse qui e trasformò quell'esperienza nel romanzo Botchan. Il legame divenne così stretto che una replica di una locomotiva a vapore che attraversa la città porta il nome del protagonista. Matsuyama è anche associata alla tradizione degli haiku attraverso Masaoka Shiki.
Qui, la letteratura sembra possedere una qualità materiale propria. Vecchie fotografie, facciate, il ritmo della città e le carrozze del Botchan Ressha evocano qualcosa della consistenza delle pagine di un libro letto più volte: carta leggermente ruvida, margini consumati, parole che continuano a vivere perché hanno trovato un luogo reale a cui appartengono.
Sopra la città si erge il castello di Matsuyama, uno dei pochi castelli giapponesi ad aver conservato le strutture originali. Nelle vicinanze si trova Dōgo Onsen, considerato uno dei più antichi stabilimenti termali del paese.
Entrare in un dōgo significa passare dall'esterno alla penombra, dal rumore della strada a corridoi più intimi. Legno, umidità e calore alterano immediatamente l'atmosfera. Quando il corpo entra nell'acqua, la città sembra allontanarsi per qualche minuto. Ciò che rimane soprattutto è la sensazione di calore che sale lentamente e del vapore che ammorbidisce i contorni.
C'è anche un collegamento con il mondo del cinema che va trattato con cautela. JNTO Secondo alcune fonti, il Dōgo Onsen Honkan sarebbe tra le possibili fonti di ispirazione per le terme del film La città incantata di Hayao Miyazaki. Si tratta di un'associazione suggestiva piuttosto che di un collegamento diretto ufficialmente certificato dallo Studio Ghibli, ma basta osservare le strutture in legno, i corridoi e l'atmosfera del complesso per capire perché tale associazione sia diventata così popolare.
A Matsuyama, la cultura dei samurai, la letteratura e la cultura termale si fondono in un unico itinerario.
Kochi: Un'altra storia dei guerrieri
Proseguendo verso sud, Kochi offre un altro aspetto di Shikoku.
Il castello domina ancora la città e conserva elementi architettonici originali del XVII e XVIII secolo. Fu centro politico e residenza del signore feudale, e oggi permette di comprendere il rapporto tra potere, città e territorio durante l'epoca dei domini.
Salendo verso il castello, il paesaggio urbano si trasforma gradualmente. Mura, pietra, legno e aperture sulla città raccontano la storia di un'architettura costruita tanto per osservare quanto per essere osservata. Il rapporto con il territorio è immediato: il castello è storia, ma anche un punto panoramico.
La prefettura di Kochi è legata anche a Sakamoto Ryōma, un samurai e riformatore coinvolto nei processi politici che portarono alla fine dello shogunato Tokugawa. È un altro modo di leggere la storia dei samurai: attraverso gli uomini che contribuirono a rovesciare il sistema stesso da cui provenivano.
Attorno ad essa, tuttavia, il paesaggio cambia nuovamente: il Pacifico, il fiume Shimanto, le coste di Muroto e le aree rurali spostano gradualmente il percorso dalla storia all'ambiente.
Qui il Giappone sembra espandersi. Il vento del Pacifico, l'umidità dei fiumi e il verde intenso delle montagne rendono la distanza dalle grandi città quasi tangibile.
Setouchi: il Giappone contemporaneo tra le isole
Shikoku racchiude anche una delle trasformazioni culturali più interessanti del Giappone contemporaneo.
Tra Takamatsu e le isole del Mare Interno di Seto, località come Naoshima, Teshima e Inujima hanno creato una nuova geografia attraverso l'arte, l'architettura e il paesaggio.
Qui, musei progettati da Tadao Ando, installazioni e progetti culturali coinvolgono le comunità e i territori insulari che per lungo tempo sono rimasti al di fuori dei principali circuiti turistici.
La Triennale di Setouchi ha contribuito a dare a questo arcipelago una visibilità internazionale. Il risultato è significativo perché dimostra come una regione possa entrare nell'immaginario globale attraverso una narrazione completamente nuova: non un monumento antico, ma il rapporto tra cultura contemporanea e territorio.
La luce del Mare Interno contribuisce all'esperienza tanto quanto le opere d'arte stesse. Muovendosi sulle superfici di cemento, penetra nei musei, si riflette sull'acqua e altera continuamente il colore delle isole. L'arte viene percepita insieme al vento, al suono dei traghetti, al profumo di sale nell'aria e al silenzio che separa un'opera dall'altra.

Shimanami Kaido: Attraversando il paesaggio
Lo stesso fenomeno si verifica lungo lo Shimanami Kaido, il sistema di ponti e isole che collega Honshu e Shikoku attraverso il Mare Interno.
La bicicletta trasforma un'importante infrastruttura in un'esperienza turistica. I viaggiatori si spostano lentamente da un'isola all'altra, incontrano piccoli porti, agrumeti, templi e villaggi, e osservano continuamente il mutare del rapporto tra terra e mare.
Il vento cambia direzione sui ponti, il profumo degli agrumi si leva dal ciglio della strada e il mare appare e scompare dietro le curve. Dall'alto dei ponti, il Mare Interno di Seto sembra quasi immobile, punteggiato di isole; pochi minuti dopo si è di nuovo al livello dell'acqua, accanto a un porto o a un piccolo caffè.
La distanza riacquista un significato quasi opposto a quello dello shinkansen. Nel Tohoku, il treno comprime centinaia di chilometri in poche ore senza che la velocità diventi percepibile. Sulla Shimanami Kaido, la bicicletta restituisce valore a ogni chilometro.
Si tratta di due modi diversi di rendere accessibile un territorio.
Il Giappone a strati
Soprattutto, Tohoku e Shikoku hanno in comune questo: arricchiscono la conoscenza che già avevamo di queste regioni.
Il Giappone che emerge da questi territori è multiforme, ma raramente contraddittorio. Ogni epoca sembra poggiare sulla precedente senza tuttavia cancellarla completamente.
Come i sottilissimi strati di acciaio di una katana, la forza si crea attraverso la sovrapposizione.
La memoria dei samurai di Kakunodate e Aizu convive con la precisione dello shinkansen. La spiritualità dello Shikoku Henro attraversa le strade contemporanee. Il romanzo di Sōseki continua a vivere nei tram di Matsuyama. Il vapore di Dōgo Onsen incontra l'immaginazione cinematografica contemporanea. Le isole di Setouchi preservano antiche comunità e al contempo ospitano alcune delle esperienze artistiche più radicalmente moderne del paese.
Ogni livello modifica quello precedente senza renderlo invisibile.
Una delle esperienze più profonde che si possono vivere viaggiando in Giappone è rendersi conto che il presente non arriva mai del tutto da solo.

Il Giappone che appare dopo il primo Giappone
Tohoku e Shikoku non chiedono ai viaggiatori di abbandonare le loro grandi icone.
Li completano.
Il samurai cessa di essere una figura astratta e acquisisce una casa a Kakunodate, un castello ad Aizu, una città a Kochi. Le terme diventano un rituale vissuto a Dōgo o tra le montagne di Yamagata. Il cinema trova un paesaggio reale a Shonai. La letteratura attraversa le strade di Matsuyama. Il pellegrinaggio degli 88 templi restituisce la dimensione del tempo al viaggio. L'arte contemporanea trasforma le isole di Setouchi in un nuovo arcipelago culturale.
Stazione dopo stazione, la metropoli lascia il posto a montagne, risaie, tetti, neve e mare. Suoni, luci, temperature e il ritmo del viaggio cambiano.
Questo è il significato più interessante di un Giappone più laterale: scoprire che il paese che avevamo immaginato era solo il primo strato.
Fonti
Organizzazione Nazionale del Turismo del Giappone (JNTO), Tohoku, Yamagata, Akita/Kakunodate, Aizu-Wakamatsu, Shikoku, Ehime/Matsuyama e Kochi.
JR East, documentazione ufficiale sui treni della gioia e le emozioni del Tohoku.
Organizzazione di Promozione Turistica Tohoku, itinerari storici e samurai tra Aizu, Yonezawa, Shiroishi e Sendai.
JNTO, presenta le posizioni delle partenze nella regione di Shonai, Yamagata.
JNTO, materiale ufficiale sul pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku.
Turismo Shikoku / Setouchi Triennale, materiali su Naoshima, Teshima, Setouchi Art Islands e Shimanami Kaido.
Agenzia giapponese per il turismo, documentazione sullo sviluppo e la diffusione del turismo regionale in Giappone.
Filmografia
Partenze / Okuribito — Yōjirō Takita, 2008.
La città incantata/La città incantata – Hayao Miyazaki, 2001.
Botchan: vari adattamenti del romanzo di Natsume Sōseki.
Il Samurai del Crepuscolo – Yōji Yamada, 2002.
La lama nascosta – Yōji Yamada, 2004.
Di Daniele Di Stefano















